I TRE AFFRESCHI DEL GIOVEDI' SANTO



Sono gli affreschi che caratterizzano la parte del coro dell'Oratorio. Sotto di essi non ci sono cartigli, perch√© le scene rappresentate erano state chiaramente richiamate ai fedeli dai passi del Vangelo letti durante le funzioni del Giovedì Santo.


"LA LAVANDA DEI PIEDI"





L'affresco della "lavanda dei piedi" presenta, in particolare, al centro, il dialogo tra Gesù e Simon Pietro, riportato da Giovanni, 13, 5-9. ‚Ķversata dell'acqua in un catino, prese a lavare i piedi ai discepoli e asciugarli col panno di cui si era cinto. Arriva anche a Simon Pietro, il quale esclama: "Signore, tu lavare i piedi a me?" Gesù rispose: "Quel che io faccio, tu ora non lo sai: lo capirai più tardi". E Pietro: "Non sia mai che tu lavi i piedi a me!" Gesù replicò: "Se non ti lavo i piedi, non avrai parte con me". Allora esclamò Simon Pietro:"Signore, non solo i piedi; ma anche le mani e il capo!"
In primo piano a sinistra, c'è un servitore con le brocche dell'acqua e, a destra, riconoscibile dalla borsa con i denari legata alla cintola, Giuda Iscariote, al quale, scrive Giovanni, "il diavolo aveva messo in cuore di tradire Gesù", mentre gli altri discepoli sono ritratti intenti evidentemente a commentare quanto ascoltato.




"L'ULTIMA CENA"


L'affresco dell'Ultima Cena propone il drammatico momento in cui é svelato il traditore. In particolare, l'affresco rimanda a Giovanni 13, 21-30: Dette queste cose, Gesù si turbò nello spirito, e affermò dicendo: "In verità in verità vi dico: Uno di voi mi tradirà".
I discepoli allora si guardarono l'un l'altro, non sapendo a chi alludesse. Ma uno dei suoi discepoli, quello da Gesù prediletto, stava appoggiato presso il petto di lui. A questo dunque fe' cenno Simon Pietro, e gli disse: "Domanda chi è quello di cui parla". "Signore, chi è?" "È quello cui darò un pezzetto di pane intinto". Poi intinto un pezzetto di pane, lo diede a Giuda di Simone Iscariote. E appena preso il boccone, Satana entrò in lui. Gesù dunque gli disse: "Quello che fai, fallo presto" Ma nessuno dei commensali comprese, perché gli avesse detto questo.



Da notare che il Tavarone traduce queste ultime parole ritraendo lo stupore degli apostoli e il traditore incatenato ad un piede da un demone ghignante che rivolge il suo sguardo verso chi guarda l'affresco. Pochi anni prima di questo affresco realizzato nel 1634 per i Disciplinanti dell'0ratorio di Multedo, il Tavarone nel 1626 aveva realizzato un'Ultima Cena per l'ospedale di Pammatone, ora conservata sulla parete di destra del Duomo di San Lorenzo.




"L'ORAZIONE DI GESÙ NEL GETSEMANI"






Chiude il ciclo, l'affresco che presenta l'Orazione di Gesù nel Getsemani ovvero nell'orto degli ulivi, così come narrata nei tre vangeli sinottici (vedi in particolare, Luca, 22, 39-47): in primo piano, addormentati, Pietro e i figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni; in secondo piano a sinistra, Gesù che, "allontanatosi quanto un tiro di sasso, inginocchiatosi pregava dicendo: "Padre, se vuoi allontana da me questo calice, però non la mia, ma la tua volontà sia fatta!" Gli apparve quindi un angelo dal cielo per confortarlo."
Sullo sfondo a destra, proveniente da Gerusalemme, si sta avvicinando furtivamente il gruppo delle guardie guidato da Giuda.