L’Oratorio dei SS. Nazario e Celso si trova all’inizio di salita Monte Oliveto, su di una fascia sovrastante la via Antica Romana di Pegli. È una semplice costruzione a capanna ad una sola navata con una piccola abside quadrata orientata a sud est. Sulla facciata, che dà su uno slargo della salita ed è orientata a nord ovest, sono state chiuse le finestre di varie forme e dimensioni di cui restano testimonianze in alcune foto degli anni cinquanta del Novecento. Sia sul lato a monte, che su quello verso il mare prospiciente la salita, sono addossate costruzioni realizzate in tempi diversi. La casetta che sorge a nord est, verso l’abside, potrebbe essere quella ceduta il primo marzo 1620 per la somma di £400 (o in tanto materiale per la costruzione del Convento) dai Carmelitani alla Compagnia dei Disciplinanti (così veniva allora chiamata la Confraternita) perché fosse adibita a Sacrestia. L’attuale sacrestia è in un locale che si trova sul lato opposto ed è adiacente al piccolo vano ove è conservata la settecentesca cassa processionale del gruppo ligneo dei SS. Nazario e Celso. Tale vano ha un portone d’accesso sul suo lato nord, che forma angolo con la parte terminale della parete laterale dell’oratorio, che qui ha la porta d’ingresso. Davanti alle due porte, per la lunghezza della parete, c’è un risseu in ciottoli bianchi e neri con motivi simbolici e la data 1744.


L’Oratorio sorge sul sito ove era la vecchia chiesa dei SS. Nazario e Celso, che una tradizione fa risalire ai primi secoli della cristianizzazione della Liguria e che è citata in documenti a partire dalla fine del primo millennio. Dipendeva dalla Pieve di Santa Maria Assunta di Palmaro ed era divenuta sede della parrocchia di Multedo tra il 1200 e il 1300. Nel libro dei decreti di Mons. Bossio, visitatore apostolico nel 1582, risultano note relative alla nuova chiesa di Santa Maria, di cui si sollecita il termine dei lavori di costruzione e alla vecchia chiesa parrocchiale dei SS. Nazario e Celso, nonché ad un oratorio sempre dei SS. Nazario e Celso, che si trovava nei terreni della villa Lomellini. Terminati i lavori della nuova chiesa regolare del Monastero di Monte Oliveto, intitolata alla Natività di Maria SS.ma, il 12 Luglio 1584 vi era trasferita la Parrocchia «coi suoi redditi, reliquie, campane e ornamenti». La nuova Chiesa acquistava così come Contitolari i SS. Nazario e Celso, mentre la vecchia Chiesa, con atto notarile del 18 Dicembre 1584, veniva ceduta al patrizio genovese Bartolomeo Lomellini, in segno di gratitudine, per avere contribuito alla costruzione e all'abbellimento della nuova. La concessione aveva luogo a determinate condizioni e, precisamente, che la Chiesa continuasse ad essere totalmente dedicata al culto divino e che in nessun modo fosse adibita a usi profani. Nell’Archivio parrocchiale si conserva copia dei citati decreto ed atto notarile.